Madagascar 2018: 6 – 29 Aprile
Dal 6 al 29 Aprile abbiamo partecipato alla prima missione sanitaria dell’anno in Madagascar; vi hanno preso parte la dott/sa Cristina Sciarra, pediatra, la dott/sa Viola Colombi, chirurgo vascolare, ed il sottoscritto. Sul posto ci siamo avvalsi dell’aiuto di Francine, una Infermiera proveniente da Antananarivo, la cui collaborazione è stata molto preziosa, soprattutto per interfacciarci con le persone che abbiamo visitato e ricoverato. In questo periodo, inoltre, abbiamo provveduto ad iniziare la sua formazione teorico-pratica come strumentista di sala operatoria, con risultati globalmente soddisfacenti. Questa collaborazione verrà rinnovata alla prossima missione in Madagascar, la cui partenza è prevista per la fine dell’anno in corso.
Il giorno successivo al nostro arrivo ci siamo recati nel villaggio di Vatolatsaky, che si trova circa 130 km a sud-est di Toliara. Il viaggio, tra strada asfaltata e pista, è durato circa 3 ore. Abbiamo, nell’occasione, rivisto tutti i pazienti del villaggio operati lo scorso anno (cinque), tutti estremamente soddisfatti dell’esito degli interventi. Abbiamo inoltre visitato circa 30 persone, alcune delle quali sono venute a Toliara per controlli più approfonditi o per essere sottoposte ad interventi chirurgici. Durante il restante periodo abbiamo lavorato, come al solito, presso la Clinica Sain-Luc di Toliara, sia con visite ambulatoriali, sia con ospedalizzazione dei pazienti più gravi, sia con interventi chirurgici, 13 per la precisione, alcuni dei quali anche di notevole difficoltà concettuale. Nello specifico abbiamo operato una ragazza con una frattura biossea di avambraccio, tre pazienti con piedi torti, una paziente con un ginocchio varo, una paziente con esito di una lussazione dell’avampiede. Abbiamo inoltre amputato due dita di un piede infette ad un paziente alcolista, che purtroppo dovrà essere sottoposto ad amputazione della gamba alla prossima missione. Abbiamo anche operato un paziente con ginocchio rigido per aderenze muscolari a seguito di puntura di chinino (intervento di Judet), ed abbiamo corretto una lussazione inveterata di mano e polso ad un paziente di 38 anni, mediante asportazione di tre ossa del polso (la prima filiera del carpo), l’allungamento dei tendini estensori della mano e la copertura dei tessuti molli mediante un lembo di rotazione. Per la stabilizzazione abbiamo usato due fili metallici (fili di Kirschner).
Segnalo, infine, il caso di una donna di 32 anni, Florette, madre di otto figli, giunta da noi in gravissima insufficienza respiratoria per un grave scompenso cardiaco per il quale le erano state prescritti dei farmaci, che lei non ha più preso nell’ultimo mese perchè non aveva i soldi per acquistarli. Una volta ricoverata, in 4 giorni di terapia ha perso circa 16 litri di acqua, accumulatasi nel suo organismo a seguito dello scompenso non trattato. Un ecocardiogramma ha evidenziato una grave patologia cardiaca (miocardiopatia dilatativa con grave valvulopatia mitralica), purtroppo su base congenita e non reumatica, per cui non è possibile sottoporla ad intervento chirurgico. Attualmente è a casa in trattamento farmacologico, e si reca ogni settimana in ospedale per controlli.
pubblicato il 7-5-18 Piero Petricca
