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Burundi 2011: 14 Novembre – 4 Dicembre

Il 14 Novembre è partita l’ultima missione del 2011 per il Burundi. Ne ha fatto parte una infermiera, Catia Di Natale, ed un nutrito gruppo di medici, per la precisione Piero Petricca, ortopedico, Alfredo Orefice, ortopedico, Sandro Tinti, Pediatra, Claudio Gambetta, ematologo.
Durante le tre settimane di permanenza nell’ospedale di Bubanza abbiamo effettuato 42 interventi di chirurgia Ortopedica (26 uomini e 16 donne in età compresa tra 1 e 57 anni); 27 di questi pazienti avevano meno di 16 anni, per una età media complessiva di poco inferiore ai 18 anni. Le patologie più frequenti hanno riguardato giovani pazienti con piede torto mono o  bilaterale (11 su 42, pari al 26 % del totale), pazienti con osteomielite ( 4 su 42 pari al 10%), pazienti con  fratture (8 su 42 pari al 20%), esiti di poliomielite, esiti di ustioni, malformazioni in varo e valgo delle ginocchia, intervento di chirurgia minore.
La tipologia delle patologie e la sua distribuzione per sesso e per età di questa ultima missione è pressochè sovrapponibile alle precedenti, e ci dice che le malformazioni congenite dei piedi (piedi torti) hanno una incidenza molto alta nella popolazione Burundese, cosi come le osteomieliti, le ustioni e la traumatologia, con notevole incremento dei traumi ad alta energia (incidenti sul lavoro e traumi della strada), che hanno di fatto sostituito la traumatologia
 di guerra e che provocano danni gravi e permanenti. Non vanno altresì dimenticate le paralisi da esiti di poliomielite e le paralisi del nervo sciatico dopo iniezione intramuscolare di chinino, usato in grande quantità per combattere la malaria, che rappresenta ancora la prima causa di morte in Burundi ed in tutta l’Africa.
Oltre che all’aspetto prettamente chirurgico, è stata data molta importanza alle visite ambulatoriali, alle medicazioni ed ai trattamenti postoperatori, al confezionamento e/o al rinnovo degli apparecchi gessati, a semplici esercizi di riabilitazione. Abbiamo infatti effettuato 105 visite ambulatoriali, sia in Ospedale che nel centro di Sanità di Mirango e presso le Suore della Carità, a Bujumbura; alcuni di questi pazienti (13 per la precisione) sono stati ospedalizzati perchè necessitavano di trattamenti più avanzati e continuativi. Alla fine della missione, come da statuto della Fondazione, abbiamo pagato tutte le spese sanitarie delle persone indigenti da noi trattate.

Pubblicato il 30 Dicembre 2011

Piero Petricca

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