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Burundi 2019: 23 Agosto-14 Settembre

Siamo rientrati da pochi giorni dalla seconda ed ultima missione del 2019 in Burundi. E’ stata una spedizione complessa sia da un punto di vista organizzativo che logistico, per il numero dei partecipanti espatriati che vi hanno preso parte (otto), per la gestione del materiale da spedire via aerea (tutte le componenti per istallare il laboratorio per le protesi e le ortesi), per il trasporto dei medicinali e dei presidi sanitari e protesici come bagaglio imbarcato. La missione è stata condotta in collaborazione con la Fimac onlus, la Fondazione del Dr. Vincenzo Monti. In queste tre settimane ci siamo occupati, oltre che dell’aspetto medico-chirurgico, anche della istallazione, all’interno dell’Ospedale di Bubanza, di un laboratorio per la costruzione di protesi ed ortesi da destinare alle persone indigenti con amputazioni degli arti. Questo compito è stato affidato a Giuliana, riabilitatrice, e a Giovanni, tecnico ortopedico, i quali sono riusciti, in pochi giorni, a rendere funzionante e funzionale il servizio, hanno montato protesi provvisorie a due pazienti ed hanno preso calchi per preparare diverse protesi definitive di gamba, coscia e braccia. Il resto del gruppo (Germana, medico internista ed ematologa; Mara, infermiera; Stefano, ortopedico; Valerio, specializzando in ortopedia; Roberto, infermiere strumentista di sala operatoria, il sottoscritto), ha gestito la parte medica e chirurgica, consistita in oltre 250 prestazioni ambulatoriali (visite mediche, medicazioni, prescrizioni di esami, somministrazione di farmaci), 60 ospedalizzazioni e 49 interventi chirurgici. Una mole di lavoro importante, resa possibile dalla abnegazione di ciascuno di noi, sia negli spostamenti tra i vari centri di Sanità del Paese, spesso su piste molto disagiate, sia nella attività ospedaliera a Bubanza, che ci ha tenuti occupati anche 12-13 ore consecutive. Sempre più preziosa ed indispensabile è divenuta la collaborazione con i medici ed il personale del blocco operatorio dell’Ospedale (tecnici di anestesia ed infermieri), sia nella assistenza in sala, che nelle visite in reparto e nelle medicazioni, oltre che nella gestione del paziente per quanto riguarda la lingua e l’aspetto burocratico. Un ringraziamento va dunque ad Eraste, Justine, Fulgence, Chantal, Immaculee, Aline, Vincent, che ci hanno supportato sobbarcandosi ritmi di lavoro per loro inusuali e molto gravosi. Nello specifico abbiamo montato due protesi provvisorie ad altrettanti pazienti amputati, Fiacre ragazzo di 19 anni e Nepomuscene uomo di 60 anni. Abbiamo inoltre preso i calchi per fare 8 protesi definitive, una di braccio, quattro di coscia e tre di gamba, di cui due bilaterali. Per quanto concerne la parte strettamente chirurgica, abbiamo impiantato 11 protesi di anca su altrettanti pazienti affetti da fratture, degenerazione artrosica e necrosi delle teste femorali, nonchè da mobilizzazione di protesi impiantate in altra sede; abbiamo trattato 13 pazienti con osteomielite, alcune delle quali recidive o con localizzazioni in distretti diversi su pazienti già trattati per questa patologia; 7 pazienti con malformazioni in varo e valgo delle ginocchia; abbiamo inoltre effettuato 3 amputazioni di gamba, per gangrena o grave malformazione, abbiamo trattato 2 pazienti con fratture acute 2 pazienti con viziose consolidazioni degli arti per pregresse fratture, 2 pazienti con di piede torto (di cui 1 recidivo), 2 pazienti con trapianti di cute su estese lesioni ulcerative degli arti inferiori, ed altri interventi minori (rimozione di mezzi di sintesi, lesioni meniscali). Per quanto concerne la parte medica, seguita da Germana, abbiamo proposto alla Direttrice dell’Ospedale, alla luce dell’elevato numero di pazienti con gravi anemie, di iniziare uno screening sulla elettroforesi dell’emoglobina, della durata di almeno sei mesi, per individuare e trattare i pazienti con anemia falciforme

                   

 

 

 

Postato il 20 Settembre 2019                                                                                                                                                          Piero Petricca

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